Alcune precisazioni su coloro che “sgavano”
Dopo alcune consultazioni fra amici e colleghi, riteniamo opportuno diffondere ulteriori brevi precisazioni su coloro che sgavano.
- spesso (ed in maniera quasi sistematica) dopo la sottoscrizione di un contratto, un gruppo di scavatori si tramuta per incanto in un orda di sgavatori.
- gli sgavatori sono maestri indiscussi del fischio ad usigniuolo (con vibrato tipico da film horror anni ‘20), con ampio repertorio consolidato di Massimo Ranieri, Rita Pavone ecc
- taluni sono anche discreti cantanti, e riescono a vocalizzare indisturbati anche in presenza dei rumori più assordanti (ad esempio la moglie che li insulta all’arma bianca)
- sembrerebbe che esista una sottorazza per cui l’uso del cavatappi è da “caddozzi” (sudicioni), e che pertanto predilige una tecnica di apertura della bottiglia mediante l’utilizzo di una ringhiera, un muretto o qualsivoglia spigolo come perno per far saltare il tappo con un unico gesto ad hoc. Alcuni usano anche l’accendino.
- da rilevare, per chiudere, l’innata propensione per il commento istantaneo ed irriverente al passaggio di un popputo esemplare di genere femminile (non necessariamente di bell’aspetto).
Ringraziamo per i preziosi contributi l’esimio Dejano e l’amica e collega Sxx, quest’ultima negli ultimi tempi, e suo malgrado, frequentatrice di sgavatori a tempo pieno.


