Archive for the ‘Amarcord’ Category
Le tette di Aphrodite-A
In un dotto disquisire sugli attributi sessuali dei robot giapponesi degli anni ‘70 (ormai abbiamo aperto un altro vaso di Pandora), si ragionava sulla vera utilità del raggio fotonico, del missile centrale, ma soprattutto delle amovibili tette di Aphrodite-A, e della sua amica e collega Venus-A

Colleghe di poppe
Mentre alcuni di noi ritenevano che le armi in dotazione ai robottoni maschi (contrapposti alle robottane) fossero di nulla rilevanza, l’intero consesso condivideva l’opinione per cui le tette di Aphrodite-A scatenassero in noi giovini e garruli una poderosa e veemente tempesta ormonale (anche sotto i 10 anni, consultare il medico in caso di persistenza dei sintomi).
Pur non essendo particolarmente utili ai fini della storia (sparava le tette in faccia al mostro di turno, che non appariva triste, anzi apprezzava), tali strumenti di distruzione risultavano estremamente graditi dai giovini astanti e i loro lanci venivano accompagnati da urla belluine di gaudio e tripudio, nonché da “olas” (ancor prima di Mexico ‘86), bolas, trick&track, mortaretti e castagnole e commenti irriverenti.
Innanzitutto,
- un po’ di rispetto per le signore robottane che, per quanto un attimino rigide e frigide (il metallo è metallo, mica … vabbé lasciamo stare), sono sempre signore e quindi tautologicamente degne di rispetto.
- ricordiamoci che per molti di noi quello è stato il primo esempio di tette al vento (e questo è un punto fondamentale, palla al centro)
- ricordiamo che Candy-Candy era stata inizialmente scambiata per un capretto da Miss Pony, Suor Maria Buccadrotta e Mr Horse (sui cui attributi sorvoliamo con deferenza, da cui il canal deferente).
- varie ed eventuali, ed il primo che dice che questo post non serve a nulla, ha il nostro pieno appoggio, e verrà messo al più presto in contatto con Mr. Horse, il quale sarà ben lieto di illustrare alcune curiose coincidenze legate al suo cognome
Per chiudere, ringraziamo il ns nuovo e determinante collaboratore (mina vaccante) Zdeneko Miroslavo, per il prezioso ed illuminante e dotto (eccheccazzoporcatroja) contributo sulle robottane.
PS: sì, sono sempre i funghetti allucinogeni, stavolta di ottima qualità.
Ricordo per Garada
Inauguriamo con questo commovente post la collaborazione con il nostro amico e collega Josifo, consulente entomologico dall’animo nobile e becero al contempo.
In queste poche righe vorrei ricordare un amico che ha lasciato un segno nell’infanzia di tutti noi maschietti degli anni 70. Parlo del mitico Garada K7 il primo mostro robot che appare nei favolosi cartoni Japan d’annata.
Il buon Garada si distingue per l’aspetto un po’ tetro, ma sempre accattivante, un design rivoluzionario, ed armi che servono solo a distruggere palazzi di Tokio e caccia improbabili di una allucinante difesa aerea dell’esercito giapponese.
Appare nelle prime 2 puntate di Mazinga Z, anche se ha come spalla Dablas M2 e le sue due teste (un po’ a guisa di Franco e Ciccio del Dr. Inferno).
Verrà distrutto nella seconda puntata dall’arma più idiota del robottone Z, cioé il raggio ciclonico, che potrebbe servire solo asciugare dei capelli, ed invece distrugge il nostro eroe (per dirla tutta anche il raggio fotonico era abbastanza idiota: i fari di una vecchia Tipo farebbero più danni).
(nel filmato, che dovrete sorbirvi per intero, si documenta la tragica dipartita del Nostro)Ma c’e qualcosa che non si è mai capito. Nella sigla di testa del cartoon, Garada viene distrutto in un altro modo (con il raggio fotonico, per l’appunto). Perché il Dottor Inferno non ha fatto ricorso alla federgiappone per rifare la puntata… ?
Garada K7 non ti dimenticheremo.
Munnezza volante?
In questi giorni di sofferendza giova a molti ricordare alcuni Oggetti Volanti Purtroppo Identificati (OVPI o UIFO – Unfortunately Identified Flying Objects, secondo la dizione anglosassone).
Il primo e unico di questa lunga serie è il leggendario Ufo Solar, tragico bustone di munnezza cilindrico dimensioni 3m x 2,10 di circonferenza, con la presunzione di volare.
In breve tempo fu bandito dalla circolazione, in quanto pare disturbasse le rotte aeree civili.
Ci si chiede quanti siano mai entrati in possesso di siffatto manufatto, di cui riportiamo l’indimenticata ed indimenticabile locandina; ci si chiede altresì quanti siano mai riusciti a portarlo in quota; infine ci domandiamo se dopo questa partenza folgorante riusciremo a trovare oggetti ancora più insulsi.




